Informativa

Questo sito e/o gli strumenti di terze parti incluse in esso, utilizzano i cookie con finalità illustrate nella cookie policy. Accettando i cookie con il pulsante qui sotto, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Se vedi questo testo, significa che navighi questa pagina con un Browser non aggiornato o non in linea con gli standard del W3C (collegamento esterno), oppure hai disattivato i fogli stile CSS che servono a visualizzazre la forma grafica di questa pagina. Puoi continuare a navigare questo sito senza problemi, ma non puoi vedere la grafica che aiuta nella navigazione.



Collegamenti veloci


Collegamenti veloci


Collegamenti veloci


Il modello teorico di riferimento

Una società in rapida evoluzione come la nostra, agli inizi del terzo millennio richiede un sapere in divenire non più diviso in compartimenti stagni, competitivi tra loro, bensì integrato e capace di affrontare la complessità dei problemi attuali. Questo è tanto più vero nel campo degli interventi psicologici.

Il professionista del futuro dovrà essere in grado di padroneggiare diversi strumenti operativi e tecniche polivalenti per intervenire a livello individuale, sui piccoli gruppi, nelle organizzazioni e nella comunità. Dovrà infatti conoscere, oltre la pratica privata, il mondo della scuola, dell'impresa, dell'ospedale, per poter svolgere funzioni di promozione della salute, prevenzione del disagio, cura e riabilitazione, sia nel settore privato che in quello pubblico. In sostanza, dovrà saper contestualizzare la complessità degli eventi emozionali, motivare al meglio le domande dell’utenza potenziale e decidere passaggi metodologicamente corretti per rispondere nella maniera più adeguata alla committenza.

Finora acquisire queste competenze integrate è stata in Italia un’impresa difficile. Infatti, medici e psicologi desiderosi di divenire psicoterapeuti ed interessati ad apprendere, nel contempo, tecniche d’intervento per operare in senso preventivo nelle organizzazioni o nella comunità, erano costretti a rinunciare a una delle due competenze, o a seguire faticosi e dispendiosi doppi corsi in scuole diverse. Il programma proposto invece, decisamente innovativo per l’Italia, ma già sperimentato ed ampiamente adottato nei paesi anglosassoni, prevede un metamodello pluralistico che integra i contributi teorici sviluppati dai filoni della psicoterapia umanistica e della psicologia clinica di comunità. Ambedue queste discipline puntano sul potenziamento degli aspetti positivi degli individui e dei contesti sociali per raggiungere tramite la Psicologia della salute e del benessere, un miglioramento globale della qualità della vita.

La Scuola di indirizzo Fenomenologico Esistenziale della psicologia umanistica con un approccio esperienziale centrato sul processo e sugli esiti, ha mostrato la propria efficacia nella promozione dell’integrità personale e nello sviluppo creativo del potenziale insito in ciascun essere umano. I modelli e le tecniche di psicoterapia elaborate da Carl Rogers e Fritz Perls (psicoterapia centrata sulla persona, psicoterapia della Gestalt) sono integrate con alcuni contributi di terapie Psicodinamiche e Cognitive (CCRT - Attaccamento e Narrazione costruttivista), Ecologiche-Sistemiche, A.T., P.N.L., a Mediazione Corporea e Bioenergetica.

La fenomenologia clinica del modello integrato utilizza i presupposti metodologici della teoria della tecnica comparata di diversi orientamenti psicoterapeutici per oltrepassare scientificamente l’autoreferenzialità e i limiti dei singoli modelli. La scienza dell’integrazione pluralistica in psicoterapia utilizza paradigmi dialettici complementari: principi oggettivi, standardizzati, generalizzabili e replicabili insieme a principi ermeneutici dell’esperienza soggettiva creativa.

Il pluralismo clinico metodologico amplia il confronto di diversi sistemi psicoterapeutici elaborando tesi complementari per una riflessione dialettica, prima di formulare interventi elettivi anche con terapie multiple e integrate nelle diverse fasi progressive dei trattamenti.

La psicologia di comunità ritiene che i problemi individuali possono essere analizzati ed affrontati contestualizzando le persone all’interno dei sistemi sociali nei quali vivono (scuole, quartieri, aziende). Gli psicologi di comunità mirano pertanto ad aumentare l’empowerment individuale e collettivo, tramite strategie d’intervento come l’analisi e lo sviluppo di comunità, l’analisi organizzativa multidimensionale, la promozione dei gruppi di autoaiuto e il lavoro di gruppo.

Integrando le due discipline il nostro modello mira a formare un professionista capace di muoversi con competenza e creatività nel settore pubblico come in quello privato, in situazioni che spaziano dalla cura del singolo alla promozione del benessere d’una comunità globalizzata.

Metodologia

La metodologia didattica pluridimensionale prevede percorsi trasversali per aiutare l'allievo a sviluppare le proprie competenze in varie aree strategiche, valorizzando l'agire concreto e multidisciplinare.

La psicoterapia individuale e di gruppo mira a promuovere la maturità personale, l'autoconsapevolezza e una migliore comprensione degli elementi intersoggettivi che influenzano la relazione psicoterapeutica.

Lezioni teoriche, seminari tematici, lettura critica di testi e dispense, visioni di filmati, ascolto di registrazioni, sono gli strumenti utilizzati per l'approfondimento culturale e il consolidamento delle conoscenze teoriche.

Tramite esercitazioni individuali e di gruppo, drammatizzazioni, colloqui diagnostici e clinici, simulate, stages esperienziali con didatti italiani e stranieri, gli allievi potranno addestrarsi all'applicazione pratica delle conoscenze acquisite, maturando la padronanza clinica di varie tecniche multireferenziali.

Attraverso i tirocini e la supervisione didattica e clinica gli allievi potranno monitorare lo sviluppo progressivo delle proprie competenze e affinare i propri strumenti teorico-metodologici, per una intermodalità sinergica degli interventi sia nell'ambito della patogenesi che in quello della salutogenesi.

Infine gli allievi verranno messi in grado di affrontare i problemi legali ed etici inerenti l'avvio della loro professione (analisi della domanda, presa in carico, concettualizzazione del caso, piani di trattamento, legislazione pertinente, ecc.).

Le competenze specifiche acquisite dall’allievo a fine corso, consentono di:

  1. analizzare il proprio modo di vivere in un contesto ed essere sensibilizzati empaticamente sulle emozioni agite nella relazione;
  2. elaborare strategie di diagnosi clinica e di intervento in situazione di emergenza a quattro livelli: individuo, gruppo, comunità ed organizzazioni;
  3. gestire un piano di trattamento e il processo di un corretto rapporto psicoterapeutico oltre le forti verità assolute;
  4. pensare per obiettivi e validare i risultati della metodologia degli interventi. La finalità formativa è un’effettiva integrazione del Sapere accademico e del Sapere professionale: studio/applicazione, ricerca di base e ricerca applicata per una psicoterapia fondata sull’evidenza oggettiva e sull’efficacia.